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Educatore Cinofilo : la Partita IVA

Per poter svolgere la professione di Educatore/Istruttore Cinofilo é necessaria la Partita Iva. Il più delle volte, l’istruttore cinofilo lavora come libero professionista, anche in collaborazione con associazioni di settore, aziende ed enti sia pubblici che privati. Per poter svolgere tali attività con regolarità e continuità nel tempo, senza essere assunto con un contratto di lavoro subordinato, deve pertanto aprire Partita IVA. In seguito dovrà dichiarare i propri incassi, pagare le tasse e versare i contributi previdenziali. 

Educatore cinofilo : come aprire la Partita Iva e con quale codice Ateco?

La figura del professionista cinofilo é associata al codice 96.09.04 : Servizi di cura degli animali di compagnia.

Aprire la Partita Iva é semplice. Non serve far altro che scaricare e compilare il modello AA9/12 e presentarlo online all’Agenzia delle Entrate, specificando il codice Ateco e il Regime Fiscale che si intende adottare. Facile no? Sì… ma il mio consiglio é comunque quello di affidarsi ad un professionista per questa fase. Meglio evitare di commettere errori e compromettere in partenza la nostra nuova attività lavorativa.

Il Regime forfettario per le Professioni Cinofili

Le opzioni che abbiamo a disposizione come Regime Fiscale sono due : regime ordinario e regime forfettario.

All’inizio dell’attività, quando gli incassi sono limitati, la soluzione più conveniente per aprire la partita iva come Educatore Cinofilo é sicuramente il regime fiscale agevolato.

Nel regime forfettario é possibile infatti godere di un importante “sconto” sulle tasse. Si sostituisce a Irpef e addizionali, un’unica imposta sostitutiva con aliquota del 15% sul reddito imponibile. Se si rientra anche nei criteri dell’aliquota “start up”, i primi 5 anni sarà possibile versare solo il 5% e passare al 15% standard dal sesto anno.

Il reddito lordo inoltre, é calcolato secondo il coefficiente di reddittività, che nel caso del codice ateco in questione, é del 67%. Il restante 33% corrisponde alle spese deducibili appunto a “forfait”.

Il regime forfettario inoltre, consente di operare in franchigia IVA. Ci permette dunque di offrire tariffe per i servizi non maggiorate del 22% per l’imposta sul Valore Aggiunto. Sulla fattura occorre assolvere, comunque, l’imposta di bollo da 2 euro se il compenso fatturato è superiore ad euro 77,47 euro.

Cassa di Previdenza e limiti

Aprendo la partita iva come Educatore Cinofilo abbiamo inoltre l’obbligo dell’iscrizione alla Gestione Separata INPS per poter versare i contributi previdenziali. L’importo dei contributi ammonta al 25,98% del reddito lordo (fatturato incassato, moltiplicato per il coefficiente di redditività o decurtato del 33% per le spese deducibili).

Infine, per iniziare e continuare ad usufruire del regime, tra i vari parametri indicati nella normativa, non si possono superare i limiti di:

  • 65.000 € annui per i ricavi e i compensi
  • 20.000 € annui per le spese destinate al proprio staff
  • 30.000 € annui nel caso di un eventuale reddito di lavoro dipendente

Esistono dei parametri di ammissione e delle Cause di esclusione da questo regime fiscale, é meglio sempre parlarne e verificarli con un professionista.

Silvia De Cristofaro

Istruttore Cinofilo, formato in Riabilitazione Cognitivo-Comportamentale e in Classi di Socializzazione® e conduzione dei gruppi. Mi occupo di Percorsi di Educazione e di Riabilitazione Comportamentale; Problemi legati alla Socializzazione; Zooantropologia Didattica con progetti nelle scuole materne ed elementari.

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