L’isolamento sociale del cane

L’isolamento sociale del cane

L’isolamento sociale del cane è un fenomeno troppo frequente e troppo poco conosciuto. E’ subdolo e silenzioso e provoca importanti conseguenze a livello emotivo e psicologico.

L’isolamento sociale : cos’è?

Un argomento molto attuale in questo periodo, numerosi sono gli studi portati avanti in questi mesi di emergenza Covid-19. Il periodo di quarantena ha posto molte sfide da un punto di vista psicologico. Ci siamo ritrovati costretti a vivere separati, proprio nel momento in cui pericolo e incertezza stavano attivando il bisogno dell’altro. Ecco, questo punto è molto interessante. Noi, in quanto animali sociali, sentiamo il bisogno di poterci affidare alle persone a noi care nei momenti di difficoltà. Ma questa non è una prerogativa umana, è una caratteristica presente in tutte le specie che appartengono alla classificazione degli “animali sociali”.

La Prof.ssa Valentina Di Mattei, Associato di Psicologia Dinamica in UniSR, Specialista in Psicologia Clinica e ricercatrice, ha sviluppato una riflessione molto interessante a riguardo. “Una recente review pubblicata da The Lancet sull’impatto psicologico della quarantena richiama l’attenzione sulle significative reazioni psicologiche indotte dall’isolamento sociale. Dall’aumento del livello di distress psicologico, all’insorgenza di sentimenti di paura, disorientamento, rabbia, svuotamento emotivo e rassegnazione. In alcuni casi si evidenzia anche lo sviluppo di veri e propri quadri psicopatologici, caratterizzati prevalentemente da sintomatologia ansiosa, depressiva e disturbi del sonno. Gli studi evidenziano la presenza di categorie particolarmente a rischio : in generale, tutti i soggetti con pregresse fragilità psichiche sembrano essere particolarmente esposti.”

L’isolamento sociale mette in atto un altro meccanismo correlato e altrettanto pericoloso : l’isolamento emotivo, cioè l’effettiva mancanza di Relazioni.

Cosa ha a che fare con il cane tutto questo?

Tutto. Diversi studi hanno dimostrato che anche il cane, classificato come noi negli animali sociali, è in grado di sentire la solitudine come conseguenza all’isolamento sociale.

Sentirsi soli coincide con la condizione di ritrovarsi a non aver amici, non aver legami significativi , non avere una rete sociale. Ma è anche una sensazione di non aver nessuno accanto a se nonostante ci si trovi in compagnia. E ancora quella di sentirsi annoiati e insoddisfatti.

A volte è una condizione temporanea, dovuta ad eventi di vita come la situazione sanitaria che stiamo vivendo o come la perdita di una persona. Altre volte è una condizione definitiva. Queste condizioni sono riscontrate nei cani relegati ad una vita di solitudine in giardino o nei cani di canile che non riescono ad adattarsi alla solitudine di una vita in un box.

Sono situazioni che portano a sentirsi inadeguati e non competenti di poter cambiare la situazione.

In altri termini si parla di apatia ovvero vivere  “senza emozione” e senza motivazione. Il soggetto apatico non prova disturbo né disagio per la sua condizione. Quando l’apatia diventa insostenibile si parla di depressione. Quest’ultima si manifesta con umore negativo, mancanza di piacere e di autostima, pessimismo generalizzato fino al desiderio di morire. Inoltre si può riscontrare difficoltà a relazionarsi e a comprendere i sentimenti altrui, tendenza a sottomettere il prossimo. In alcuni casi questa inquietudine si accompagna a vere e proprie crisi di ansia.

L’appartenenza ad un gruppo sociale

I cani, come noi, hanno bisogno di vivere l’appartenenza ad un gruppo sociale. Nel caso dei Pet il gruppo sociale siamo noi. Ecco perché adottare un cane e lasciarlo vivere da solo in giardino lo consideriamo maltrattamento. Perché non stiamo rispettando la natura del cane di condividere la sua vita con il suo branco. Appartenere ad un gruppo significa prendere decisioni insieme, condividere esperienze, affrontare ed esplorare situazioni e luoghi diversi. Significa avere relazioni affettive stabili, accudire e sentirsi accuditi.

Possiamo dunque stabilire che l’isolamento sociale del cane sia molto analogo al nostro. E, come avviene per gli esseri umani, possa portare a comportamenti disfunzionali o addirittura a veri e propri disturbi comportamentali che possono tradursi in manifestazioni depressive, vissuto di insicurezza e difficoltà a relazionarsi. In un periodo storico come quello che stiamo attraversando, dove questo fenomeno si è riversato nella vita di tutti noi, è forse più semplice immedesimarsi e comprendere l’argomento in quanto abbiamo avuto noi stessi l’occasione di sperimentare su di noi gli effetti dell’isolamento. E’ nostro dovere soffermarci a riflettere sull’aspetto etico e sulla responsabilità che condividere la vita con un cane comporta.

Vi lascio qualche indicazione di testi di approfondimento molto interessanti qui.

Silvia De Cristofaro

Istruttore Cinofilo, formato in Riabilitazione Cognitivo-Comportamentale e in Classi di Socializzazione® e conduzione dei gruppi. Mi occupo di Percorsi di Educazione e di Riabilitazione Comportamentale; Problemi legati alla Socializzazione; Attività Olfattive e Ricerca Persone; Dog Dance; Cuccioli e percorsi Puppy Class; Zooantropologia Didattica con progetti nelle scuole materne ed elementari.

LASCIA UN COMMENTO